natura fioreSe amate i silenzi magici della montagna, il verde dominante dei boschi e dei prati, il leggero fruscio delle foglie dei faggi secolari, l’odore della resina di pini e abeti, il fascino del castagneto, oppure bere in una fonte limpida, ammirare il volo della poiana ed il saltellare di uno scoiattolo, bagnarvi delle limpide acque di un fiume (Trebbia) prendendo il sole sui suoi suggeastivi anfratti, questo è il posto che fa per voi. Il territorio è un susseguirsi di situazioni contrastanti: faggete e noccioli, pinete, castagneti, boschi di cerri, roveri, si alternano a vaste zone prative di un verde intenso che in primavera ed estate si arricchiscono dei colori delle innumerevoli varietà di fiori. Dalle vette più alte e dai crinali a volte rocciosi, da dove nelle giornate limpide il panorama spazia fino alle Alpi, scendiamo ai torrenti ed agli innumerevoli corsi d’acqua incontaminati.

Il Monte Lesima

Il Monte Lesima, 1.724 m, si trova al confine tra le province di Piacenza e Pavia (della quale costituisce il punto più elevato) tra le valli dei torrenti Avagnone e Boreca, entrambi tributari del fiume Trebbia. È una delle vette più alte dell’Appennino Ligure. I suoi imponenti fianchi erbosi si protendono in direzione nord-est dominando la valle del fiume Trebbia. Il Monte Lesima si riconosce facilmente a causa della presenza di una postazione radar per uso aeronautico poco sotto la sommità. Ai ripidi pendii orientali e settentrionali, contrasta il morbido pendio occidentale unito alla cresta che collega il Monnte Lesima con lo spartiacque Staffora-Trebbia. Il Monte Lesima si può raggiungere dai sentieri che partono dalle località di Zerba in val Boreca, in provincia di Piacenza, o Rovaiolo Vecchio, provincia di Pavia, o più comodamente percorrendo a piedi la strada privata del radar che si collega alla carrozzabile passo del Giovà-passo del Brallo. Molto suggestivo è il percorso del sentiero 101 che segue tutti i crinali fino alla vetta dalla quale si ha uno splendido colpo d’occhio sulla sottostante val Trebbia, sulle vicine vette del gruppo del Monte Antola e dell’Aveto. Verso nord nelle giornate limpide sono visibili l’Oltrepò Pavese, la Pianura Padana e le Alpi dal Monte Rosa al Bernina. La leggenda fa risalire il toponimo Lesima ai tempi di Annibale: quando il generale cartaginese, accampato con i suoi uomini nella valle del Trebbia, salì la cima del monte, riportò una ferita alla mano da cui lesa manus - Lesima.

Castagni del Brallo

Comune del Brallo di Pregola, località Ponti, nel bosco oltre una piccola frana, si trovano esemplari unici per dimensioni e forme, i due che citiamo hanno le seguenti caratteristiche: il primo con circonferenza 580 cm, altezza 10 metri, età stimata anni 600, le deformità del tronco hanno disegnato un’area dalle sembianze umane. L’altro esemplare poco distante dal precedente, circonferenza 950 cm, altezza 15 metri, età stimata 800-900 anni, è l’albero con la circonferenza più ampia di tutta la provincia di Pavia e anche il più antico. Altri esemplari di notevoli dimensioni sono il località Bralello lungo il sentiero dei Briganti, hanno dimensioni variabili tra i 500 e 800 cm di circonferenza, altezza fra i 14 e 22 metri, età stimata fra i 400 e 800 anni.

Chiesa di Someglio

Someglio si trova a 768 metri di quota; la Chiesa, parrocchia di Colleri, Comune del Brallo di Pregola (PV) secondo le recenti ricerche storiche, risale ai secoli XII e XIII. Si ritiene sia stata la Chiesa che serviva al culto di tutta la zona dell’alto Appennino Pavese sita in comune di Pregola, una vera e propria "Pieve" per i fedeli sudditi dei Marchesi Malaspina che dominarono a lungo le valli dello Staffora e dell’Avagnone fino all’estinguersi del feudalismo. L’edificio posto in un punto strategico della strada su cui transitava il commercio del sale e delle spezie che da Genova, per la Val Trebbia, portavano a Milano, ebbe fin dall’inizio il proprio cimitero (un tempo attiguo alla Chiesa e diviso da essa dal portichetto di sinistra). I muretti di cinta sono stati restaurati nel 1979, mentre l’oratorio è stato risitemato nel 1985. Dal punto di vista artistico possiamo notare che la parte esterna dell’edificio ha conservato il suo aspetto originario e ora anche la facciata è stata riportata in pietra a vista come il campanile romanico, di rara bellezza, coperto di lastre di pietra locale, come anche tutto il resto dell’edificio che ci riporta al tipico stile Malaspiniano. L’interno è ad unica navata e la pavimentazione in sassi locali, mentre l’altare maggiore è in pietra. Vi si trovano anche due dipinti ad olio raffiguranti in uno S.Fermo, venerato il 9 agosto e nell’altro i Santi Gervasio e Protasio con S.Ambrogio.

Il Trebbia

Il fiume Trebbia nasce dal Monte Prelà nei pressi di Torriglia, in provincia di Genova e dal punto di vista paesaggistico e naturalistico l’alta Val Trebbia è certamente una delle vallate più elle di tutto l’Appennino settentrionale: le acque di questo fiume, cangianti dal verde all’azzurro più luminoso, hanno modellato il territorio creando un paesaggio assulutamente raro ed eccezionale. Per gli amanti dello sport si possono praticare la pesca sportiva, canoa e rafting. Nei pressi di Ponte Organasco un grazioso Lido è meta di turismo estivo per praticare nuoto e relax.

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